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Le Terribili Leggende Metropolitane

Le terribili leggende metropolitane che si tramandano i bambini

Prezzo: 9.90

Disponibilità: Disponibile

Quick Overview:

vai più giù e sfoglia l’anteprima!
autore: Agata Matteucci
isbn: 978-88-88893-78-5
formato: 140×190 mm, brossurato 128 pagine a colori

COD: 9788888893785 Categorie: ,

Descrizione prodotto

Una serie di vignette per illustrare i falsi miti a cui tutti i bambini hanno creduto, almeno per un po’ di tempo. «Se mangi i semi del cocomero te ne cresce uno nella pancia!», «Nell’acqua del water ci sono i serpenti!», tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo avuto qualcuno accanto, un nonno, una nonna (o addirittura il papà e la mamma) che ci hanno ripetuto almeno una di queste frasi.

Chi non ci ha creduto e ripensato a lungo? Ammettetelo e fate insieme a noi un tuffo nel passato con questo volume.

Le terribili leggende metropolitane che si tramandano i bambini è articolato in una serie di vignette che illustrano i falsi miti a cui, per un motivo o per l’altro, abbiamo ciecamente creduto durante la nostra infanzia. Vignette che sulla omonomia pagina facebook stanno spopolando tra bambini e genitori, anche se qualche volta si incontra qualche genitore che crede fermamente che «Se guardi la televisione da vicino ti si bruciano gli occhi!»e qualche bambino crede altrettanto fermamente che «Ognuno di noi ha un sosia nel mondo e se lo incontri poi muori.»

Dai mille divieti più o meno infondati, alle credenze popolari tipiche di ogni regione e paese, fino agli aneddoti e alle leggende tramandate di generazione in generazione, come quella, per esempio, che «se ti viene la febbre cresci più in fretta», «se fai il cattivo viene l’uomo nero», Agata Matteucci li ripercorre tutti con ironia e sarcasmo. Il suo tratto è semplice e i suoi colori intensi, una piccola festa per gli occhi.

Se vi viene in mente qualche altra leggenda assurda adatta a Le terribili leggende metropolitane che si tramandano i bambini, andate sulla Pagina Facebook e scrivete un messaggio, chissà che la vostra leggenda non si trasformi in una vignetta per il prossimo libro.